Consigli utili per scegliere una affettatrice

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Tenere in cucina un’affettatrice può essere molto utile per tantissimi compiti: questo strumento, infatti, permette di tagliare non solo ogni genere di salume, ma anche le verdure, i formaggi, gli arrosti e le carni cotte in generale. Il tipo di rivestimento che contraddistingue ogni prodotto è uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione, non solo dal punto di vista della resistenza, ma anche per ciò che concerne la semplicità di pulizia. Vediamo, allora, quali sono i fattori che devono essere valutati in previsione di un acquisto.

Badare al materiale di composizione

Le affettatrici di qualità più elevata si contraddistinguono per la presenza di un basamento in alluminio laccato, ovviamente con vernici alimentari per consentire il contatto diretto con le varie pietanze. Ebbene, tale soluzione è da preferire rispetto a quella rappresentata dalle affettatrici che presentano un rivestimento in plastica. In qualsiasi caso, è opportuno prestare attenzione alla pulizia e alle modalità con cui essa viene effettuata, dal momento che i residui alimentari possono favorire la proliferazione di germi. In linea di massima è bene evitare l’impiego di detersivi o sostanze abrasive, mentre ci si può accontentare di un panno imbevuto con acqua e aceto o anche solo inumidito.

Cercare l’affettatrice su Prezzo8

Cercare l’affettatrice che si intende comprare su Prezzo8 vuol dire avere la certezza di acquistarla al prezzo più basso tra tutti quelli che vengono proposti dagli e-commerce in rete. Stiamo parlando, infatti, di un comparatore di tariffe, che segnala in automatico i costi di ogni articolo. Le affettatrici su prezzo 8, per esempio, possono essere filtrate in base al prezzo (meno di 100 euro, tra i 100 e i 150 euro, tra i 150 e i 200 euro, e così via), ma anche in funzione della marca (Slicera, Celme, eccetera).

Mai sottovalutare la sicurezza

La valutazione dei sistemi di sicurezza delle diverse affettatrici è un altro passaggio molto importante, a prescindere dalla fascia di prezzo a cui appartiene il prodotto. Il dispositivo di sicurezza sull’accensione, per esempio, è indispensabile: si tratta di una specie di blocco che si rivela prezioso specialmente nel caso in cui in casa ci siano dei bambini. Non meno importante, poi, è il salvadita: come il suo nome lascia intuire, consente di evitare che la lama entri a diretto contatto con le mani. Esistono anche modelli che sono dotati di un salvalama, grazie a cui si protegge la lama dall’usura o da altri eventuali danni.

La lama

A proposito della lama, è indispensabile che essa sia realizzata in acciaio inox. In alcuni modelli a basso costo possono esserci dei pezzi di plastica, che pesano meno ma sono più fragili; per altro, offrono il vantaggio di poter essere estratti e messi in lavastoviglie. Non è solo alla lama, però, che si deve prestare attenzione: per esempio la manopola che permette di stabilire la lunghezza del taglio deve essere munita di fossette, così che l’affettatrice possa essere utilizzata anche se le mani sono scivolose (per esempio perché si stanno maneggiando dei salumi).

Qual è la potenza ideale?

Non bisogna commettere lo sbaglio di pensare che a una potenza molto alta corrisponda una efficacia di taglio superiore. Può accadere, infatti, che dispositivi caratterizzati dallo stesso numero di watt assicurino esiti diversi. Sarebbe preferibile, in ogni caso, superare i 100 watt per essere certi di tagliare con facilità. Ma, vale la pena di ribadirlo, potenza non è sinonimo di precisione. Infine, è bene ricordare che alcuni modelli devono essere lasciati a riposo dopo cinque minuti di lavoro continuativo.

La semplicità di manutenzione

La facilità di manutenzione è uno degli aspetti fondamentali da valutare per la scelta di un’affettatrice, visto che si parla di un dispositivo che ha bisogno di una pulizia costante. Per procedere, una volta staccata la spina dalla presa di corrente è necessario impostare la manopola sullo 0, così che la lama sia collocata in una posizione sicura. A questo punto si può iniziare a pulire la lama all’esterno, servendosi di un panno morbido e umido; non bisogna usare, invece, una spugna abrasiva, perché l’acciaio rischierebbe di graffiarsi. Dopodiché si può spruzzare uno sgrassatore o un disinfettante, che devono essere lasciati agire per cinque o sei minuti; quindi si passa di nuovo il panno in modo da risciacquare il tutto. È importante ricordarsi di asciugare con attenzione la lama, per poi ripetere ogni passaggio per il piattino scorrevole.

Pulire l’affettatrice con l’alcol

Una volta al mese si dovrebbe procedere con una pulizia più approfondita usando l’alcol (meglio se si tratta di quello alimentare, ma si può utilizzare anche quello normale). Per procedere occorre smontare i singoli componenti, eventualmente consultando il libretto di istruzioni per capire come fare. Quindi si prende il solito panno morbido, lo si bagna nell’alcol e lo si strofina sulle superfici dei vari componenti, in modo da disinfettarle. Poi si usa un altro panno per asciugare, e quindi si riassembla il tutto. Nel caso dei componenti di dimensioni più piccole, può essere utile metterli a bagno all’interno di una vasca con aceto e acqua tiepida e lasciarli a mollo per venti minuti.

La longevità dell’affettatrice

Ovviamente quando si compra un’affettatrice non si può sapere per quanto tempo durerà. Tuttavia, una volta che l’acquisto è stato compiuto, si possono adottare alcune precauzioni che permettono di prolungare la longevità del dispositivo, per esempio verificando con regolarità che il cavo di alimentazione non abbia subito danni e non sia rovinato. È importante, poi, lubrificare le guide a scorrimento che fanno andare avanti e indietro il carrello su cui vengono appoggiati i prodotti.

Come far durare di più l’affettatrice

Il diametro della lama non si deve ridurre di più di 1 centimetro: se così avviene, può essere necessario sostituirla. Se si ha a che fare con un modello dotato di affilatoio, inoltre, è opportuno verificare le mole e la loro efficacia: quando ci si accorge che la lama non si affila, arriva il momento di cambiare le mole che evidentemente risultano usurate in eccesso. La cinghia, infine, dura di solito 4 o 5 anni: non richiede una manutenzione ordinaria, ma semplicemente è necessario prestare attenzione perché nel momento in cui si rompe e smette di funzionare l’affettatrice non può più essere utilizzata, e occorre procedere con la sua sostituzione.