Dieta Lemme: come perdere 10 kg in un mese.
La dieta Lemme è stata ideata dal farmacista Alberico Lemme, in provincia di Monza.
Dopo 10 anni di ricerche è arrivato a perfezionare il suo metodo che si divide in due fasi: una di dimagrimento e una di mantenimento, e può arrivare a far perdere circa 10 kg in un mese.
Questa dieta prevede la prima fase, che è quella che ci fa perdere peso fino ad arrivare al nostro peso ideale, e una seconda fase che dura 3 mesi che ci permette di mangiare tutto ma senza riprendere il peso perso.
Punti importanti
- Colazione entro le 9:30 della mattina (a colazione potete prendere tè o caffè senza zucchero e tre biscotti integrali)
- Pranzo tra le 12:00 e le 14:00
- Cena tra le 19:00 e le 21:00
- Spuntini: tra le 10:00-11:00 del mattino e tra le 16:00-17:00 del pomeriggio (a merenda dovete mangiare un’arancia e un tè senza zucchero)
Regole da seguire
- Eliminare lo zucchero, il pane, il latte e tutti i suoi derivati
- Niente sale
- Mai abbinare pasta e carne
- Bevande consentite: acqua (anche frizzante), tè e caffè senza zucchero
La mancanza totale di sale serve a rendere poco appetibili i cibi, soprattutto per i primi 2-3 giorni, dopodiché riuscirete ad abituarvi al sapore e ne varrà la pena.
Una dieta senza sale infatti permette di perdere peso subito ed eliminare l’eccesso di acqua nel nostro corpo, combattendo gonfiore e ritenzione idrica.
La dieta di Lemme (esempio settimanale)
Giorno 1-2
COLAZIONE: tacchino + caffè
PRANZO: filetto di manzo + caffè
CENA: pesce spada + caffè
Giorno 3-4
COLAZIONE: pasta olio e peperoncino + caffè
PRANZO: petto di pollo + caffè
CENA: sogliola + caffè
Giorno 5-6
COLAZIONE: carciofi + caffè
PRANZO: fiorentina + caffè
CENA: orata + caffè
Giorno 7-8
COLAZIONE: pasta olio e peperoncino + caffè
PRANZO: petto di pollo + caffè
CENA: sogliola + caffè
Giorno 9-10
COLAZIONE: fragole + caffè
PRANZO: filetto di vitello + caffè
CENA: branzino + caffè
Giorno 11-12
COLAZIONE: pasta olio e peperoncino + caffè
PRANZO: petto di pollo + caffè
CENA: sogliola + caffè
Giorno 13-14
COLAZIONE: pompelmo + caffè
PRANZO: galletto amburghese + caffè
CENA: pesce spada + caffè
Giorno 15-16
COLAZIONE: pasta olio e peperoncino + caffè
PRANZO: filetto di manzo + caffè
CENA: sogliola + caffè
Giorno 17-18
COLAZIONE: frittata + caffè
PRANZO: petto di pollo + caffè
CENA: orata + caffè
Giorno 19-20
COLAZIONE: pasta olio e peperoncino + caffè
PRANZO: filetto di manzo + caffè
CENA: sogliola + caffè
Questa è la dieta seguita da molte persone famose, come ad esempio Briatore, grazie alla quale ha avuto un’importante perdita di peso.
I principi della dieta Lemme
La dieta Lemme si basa su tre principi controversi:
1. Dissociazione totale
Mai carboidrati e proteine nello stesso pasto. Pasta o carne, mai entrambe.
2. Esclusione del sale
Niente sale aggiunto, niente alimenti naturalmente salati (salumi, formaggi stagionati, conserve).
3. Cottura senza condimenti
Tutto cotto senza olio, senza burro, senza salse. Solo acqua o limone.
L’obiettivo dichiarato è ottenere una “dieta che non piaccia” per ridurre naturalmente il consumo. Il risultato è una perdita rapida di peso, ma molto controversa dal punto di vista nutrizionale.
Le critiche
La dieta Lemme è stata fortemente criticata da nutrizionisti e medici per diversi motivi:
- Squilibrio nutrizionale: carenza di carboidrati equilibrati, fibre, vitamine
- Sostenibilità nulla: difficile mantenere lo schema a lungo termine
- Effetto yo-yo: alta probabilità di recupero rapido del peso perso
- Mancanza di solide basi scientifiche: i meccanismi proposti non hanno conferme di letteratura peer-reviewed
- Effetti collaterali: stanchezza, irritabilità, alito cattivo (per chetosi), problemi intestinali
- Posizione delle società scientifiche: l’ADI (Associazione Italiana di Dietetica) e l’AIDAP non la raccomandano
Quando può funzionare (e quando NO)
Per chi accetta i rischi e i limiti, la dieta Lemme può portare a perdite di peso rapide. Va però considerata:
– Da fare al massimo 1 mese
– Con visita medica preventiva e monitoraggio
– Con piano di “uscita” verso un’alimentazione bilanciata
– Mai durante allenamenti intensi o se si fa lavoro fisico pesante
– Mai in gravidanza, allattamento, età evolutiva
– Mai con patologie renali, cardiache, epatiche
Domande frequenti
Si perdono davvero 10 kg in un mese?
Alcuni utenti riportano risultati simili. Va valutato quanta parte è grasso, quanta è massa muscolare e quanta è liquido perso.
La dieta Lemme è chetogenica?
Parzialmente. Limitando molto i carboidrati nei pasti proteici, può indurre chetosi parziale.
Dopo la dieta si recupera il peso?
Il rischio è alto se non si segue un piano di mantenimento equilibrato.
Si può fare senza il libro o senza Lemme?
Lo schema base è semplice. Però per casi più complessi e per il mantenimento, le indicazioni dettagliate sono nel suo metodo.
Posso bere alcolici?
No. Vino, birra, superalcolici sono esclusi.
L’effetto della dieta sull’organismo
Vediamo cosa succede al corpo durante le tre fasi tipiche di una dieta come la Lemme:
Settimana 1
– Calo di 2-3 kg (prevalentemente liquidi)
– Stanchezza, irritabilità, fame
– Adattamento al ciclo proteico
– Possibile alito chetonico
Settimana 2-3
– Calo continuo di 1-1,5 kg a settimana
– Stabilizzazione dei livelli di energia
– Ridotta sensazione di fame
– Migliore sensibilità ai sapori (per assenza di sale)
Settimana 4 e oltre
– Rallentamento del dimagrimento
– Possibili plateau
– Rischio di carenze nutrizionali
L’organismo si adatta progressivamente. È in queste fasi che è essenziale il monitoraggio medico.
Esempi di “uscita” dalla Lemme
Per evitare l’effetto yo-yo, dopo la fase di dimagrimento si entra in mantenimento:
- Reintroduzione graduale del sale (5 g/giorno)
- Reintroduzione di pane e pasta in porzioni moderate
- Reintroduzione di latticini magri
- Mantenimento delle 5 piccole pause alimentari
- Movimento quotidiano
La fase di mantenimento dura 3 mesi e serve a consolidare il nuovo equilibrio.
I rischi nascosti
Alcuni rischi della Lemme che meritano approfondimento:
Aumento dell’uremia
Alto carico proteico stressa i reni. Esami consigliati prima e dopo: creatinina, urea, microalbuminuria.
Squilibrio della flora intestinale
Senza fibre e con eccesso di proteine, il microbiota intestinale si modifica negativamente. Possibili effetti: gonfiore, stitichezza alternata a diarrea.
Carenze di calcio
L’eliminazione totale dei latticini riduce l’apporto di calcio. Cronicamente, a rischio di osteopenia.
Effetti sull’umore
Una dieta così rigida con assenza di “piaceri alimentari” può portare a irritabilità, sbalzi d’umore, episodi di abbuffate compensative.
Carenza di acidi grassi essenziali
Senza olio extravergine, l’apporto di omega-3 e omega-6 cala drasticamente.
Le testimonianze
Online si trovano molte testimonianze contrastanti. Tipicamente:
– Chi ha perso peso velocemente è entusiasta nei primi 1-2 mesi
– Dopo 6-12 mesi molti recuperano il peso
– Una minoranza riesce a stabilizzarsi grazie alla fase di mantenimento ben fatta
Più dei kg persi, conta la sostenibilità a lungo termine.
L’effetto della dieta sull’organismo
Vediamo cosa succede al corpo durante le tre fasi tipiche di una dieta come la Lemme:
Settimana 1
– Calo di 2-3 kg (prevalentemente liquidi)
– Stanchezza, irritabilità, fame
– Adattamento al ciclo proteico
– Possibile alito chetonico
Settimana 2-3
– Calo continuo di 1-1,5 kg a settimana
– Stabilizzazione dei livelli di energia
– Ridotta sensazione di fame
– Migliore sensibilità ai sapori (per assenza di sale)
Settimana 4 e oltre
– Rallentamento del dimagrimento
– Possibili plateau
– Rischio di carenze nutrizionali
L’organismo si adatta progressivamente. È in queste fasi che è essenziale il monitoraggio medico.
Esempi di “uscita” dalla Lemme
Per evitare l’effetto yo-yo, dopo la fase di dimagrimento si entra in mantenimento:
- Reintroduzione graduale del sale (5 g/giorno)
- Reintroduzione di pane e pasta in porzioni moderate
- Reintroduzione di latticini magri
- Mantenimento delle 5 piccole pause alimentari
- Movimento quotidiano
La fase di mantenimento dura 3 mesi e serve a consolidare il nuovo equilibrio.
I rischi nascosti
Alcuni rischi della Lemme che meritano approfondimento:
Aumento dell’uremia
Alto carico proteico stressa i reni. Esami consigliati prima e dopo: creatinina, urea, microalbuminuria.
Squilibrio della flora intestinale
Senza fibre e con eccesso di proteine, il microbiota intestinale si modifica negativamente. Possibili effetti: gonfiore, stitichezza alternata a diarrea.
Carenze di calcio
L’eliminazione totale dei latticini riduce l’apporto di calcio. Cronicamente, a rischio di osteopenia.
Effetti sull’umore
Una dieta così rigida con assenza di “piaceri alimentari” può portare a irritabilità, sbalzi d’umore, episodi di abbuffate compensative.
Carenza di acidi grassi essenziali
Senza olio extravergine, l’apporto di omega-3 e omega-6 cala drasticamente.
Le testimonianze
Online si trovano molte testimonianze contrastanti. Tipicamente:
– Chi ha perso peso velocemente è entusiasta nei primi 1-2 mesi
– Dopo 6-12 mesi molti recuperano il peso
– Una minoranza riesce a stabilizzarsi grazie alla fase di mantenimento ben fatta
Più dei kg persi, conta la sostenibilità a lungo termine.
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