Perdere peso con i funghi

I funghi, vegetali privi di clorofilla spesso usati per realizzare contorni e primi piatti, sono un alimento dimagrante perché contengono sali minerali e fibre sgonfianti. Tecnicamente non sono né piante né animali: appartengono al regno dei Funghi, un mondo a sé. Sono coltivati o raccolti spontaneamente nel sottobosco e sono parte della tradizione culinaria italiana da sempre, soprattutto nelle regioni montane.

I funghi hanno proprietà dimagranti perché: contengono un basso contenuto calorico (dai 20 kcal per 100 g di funghi prataioli coltivati alle 26 kcal per 100 g dei porcini); sono diuretici, perché ricchi di acqua e potassio che facilitano l'eliminazione dei ristagni e il drenaggio delle tossine; hanno un ridotto indice glicemico; sono leggermente lassativi, favorendo la peristalsi intestinale, grazie alla presenza di fibre e acqua; hanno un buon potere saziante, dovuto alla presenza di fibre (2,3–2,5 g per 100 g) e di proteine (4 g in 100 g di prodotto).

Il contenuto di selenio è notevole: 100 g di funghi coltivati arrivano a coprire il 30% del fabbisogno giornaliero. Anche vitamina D (i funghi sono uno dei pochi alimenti vegetali a contenerne, soprattutto se esposti al sole post-raccolta), vitamine del gruppo B, rame, fosforo e zinco sono presenti in quantità rilevanti per il loro basso costo calorico.

Durante la loro preparazione bisogna evitare però l'inserimento di olio, burro o margarina, dadi e sughi di carne, che invece causano danni alla linea. Il consumo di funghi è inoltre sconsigliato a coloro che soffrono di disturbi digestivi; contengono infatti una sostanza chiamata micosina che è difficilmente assimilabile per chi soffre di gotta, calcoli renali e malattie circolatorie.

I funghi devono inoltre essere: freschi; provvisti di cappelle grandi e sode; non devono essere eccessivamente umidi o rotti; devono emanare un profumo di bosco. Vanno inoltre cucinati subito dopo l'acquisto, perché si deteriorano facilmente. È indispensabile evitare le preparazioni ricche di grassi, gustando i funghi crudi in insalata, cotti alla brace, stufati o al forno.

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Le varietà più usate in cucina

Non tutti i funghi sono uguali, né per sapore né per profilo nutrizionale:

Champignon (Agaricus bisporus) — i più diffusi, coltivati tutto l'anno, 22 kcal per 100 g. Sapore delicato, perfetti per insalate crude e cotture rapide.

Porcini (Boletus edulis) — il fungo più ricercato della tradizione italiana. 26 kcal freschi, fino a 250 kcal essiccati per 100 g (concentrati). Profumo intenso, ottimi in risotti e pasta.

Pleurotus (Pleurotus ostreatus) — funghi cappello aperto a forma di ostrica, coltivati. 33 kcal, struttura carnosa che li rende ottimi sostituti della carne in pasta e ripieni.

Shitake (Lentinus edodes) — di origine asiatica, oggi anche italiana, ricchi di lentinano (polisaccaride studiato per effetti immunomodulanti). 34 kcal, sapore deciso umami.

Funghi cardoncelli — pugliesi, simili ai porcini ma più economici. Ottimi alla brace o saltati con aglio e prezzemolo.

Chiodini (Armillaria mellea) — autunnali, vanno sempre cotti perché crudi possono dare disturbi gastrici. Ottimi in conserva.

Ricette light per chi è in dieta

Funghi al forno con erbe (180 kcal a porzione) — 250 g di champignon affettati, 1 spicchio d'aglio, 1 cucchiaio di olio extravergine, sale, prezzemolo, timo. In forno a 200°C per 20 minuti.

Insalata di porcini crudi (220 kcal a porzione) — 100 g di porcini freschissimi affettati sottili, scaglie di parmigiano (10 g), rucola, succo di limone, un cucchiaio di olio. Solo per porcini di sicura provenienza.

Risotto integrale con funghi misti (380 kcal) — 70 g di riso integrale, 100 g di funghi misti, brodo vegetale, 1 cucchiaio d'olio, prezzemolo, scalogno. Sostituzione equilibrata della pasta classica.

Frittata di funghi al forno (250 kcal) — 2 uova, 150 g di funghi pleurotus, prezzemolo, 1 cucchiaio di parmigiano. Cottura in forno senza grassi aggiunti.

Funghi raccolti vs funghi del supermercato

La raccolta nei boschi è una tradizione italiana viva, ma richiede massima cautela. Ogni anno in Italia si registrano casi di intossicazione, alcuni mortali, da scambio tra funghi commestibili e specie velenose simili. La regola è inviolabile: prima di consumare funghi raccolti, farli verificare da un micologo o presso le ASL che offrono servizi gratuiti di identificazione. Conoscenza autodidatta e app sul telefono non sono sufficienti.

I funghi del supermercato sono sicuri per definizione (champignon, pleurotus, shitake coltivati in ambienti controllati), ma andrebbero scelti freschi: cappella chiusa, struttura turgida, niente macchie scure. Si conservano in frigo in un sacchetto di carta (mai plastica, accelera la decomposizione) per 3–4 giorni.

Domande frequenti

Quanti funghi al giorno si possono mangiare in dieta?

150–200 g a porzione, 2–3 volte a settimana, è una quantità consigliata. Il limite è dato più dal contenuto di chitina (poco digeribile) che dalle calorie.

I funghi essiccati vanno reidratati?

Sì, per 30 minuti in acqua tiepida. L'acqua di ammollo, filtrata, è un brodo aromatico intenso da usare per risotti e zuppe.

Funghi e gravidanza: si possono mangiare?

Sì, quelli coltivati e ben cotti. Quelli raccolti sono da evitare per il rischio di confondere specie. I funghi crudi vanno limitati per il rischio di Listeria.

Sono adatti per chi è in dieta chetogenica?

Assolutamente sì: pochi carboidrati, basso indice glicemico, buon apporto proteico e di micronutrienti. Sono un alimento perfetto per le diete low carb e chetogeniche.

Si possono mangiare i funghi crudi?

Solo alcune specie e solo se freschissimi e di provenienza certa: champignon, porcini di alta qualità, ovoli. Tutti gli altri vanno cotti per almeno 10 minuti per disattivare sostanze potenzialmente irritanti.

I funghi essiccati hanno meno proprietà di quelli freschi?

Al contrario, sono più concentrati: a parità di peso le calorie e i minerali sono molto maggiori. Vanno reidratati prima dell'uso e l'acqua di ammollo, filtrata, è un brodo aromatico prezioso.

Conservazione e congelamento

I funghi freschi sono fragili e si deteriorano velocemente. In frigorifero, conservati in un sacchetto di carta (mai plastica), durano 3–4 giorni. Per conservarli più a lungo si possono trifolare brevemente in padella con un cucchiaio di olio e poi congelare in vaschette: si conservano così fino a 6 mesi e si usano direttamente dal congelatore in primi piatti, frittate o sughi.

L'essiccazione è il metodo tradizionale per i porcini: tagliati a fette sottili e fatti seccare in essiccatore o all'aria, durano oltre un anno conservando aroma e nutrienti. Vanno reidratati 30 minuti in acqua tiepida prima dell'uso.

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Fonti scientifiche e approfondimenti