Dieta Paleolitica

Quando si sente parlare della dieta Paleolitica, superata la prima confusione fra vaghi ricordi del libro di Storia e dietologia, nasce subito un dubbio: ma quali vantaggi potrà mai avere?

La dieta Paleolitica parte da un principio che molti di noi condividono: i cibi che compriamo abitualmente, soprattutto nella grande distribuzione o peggio ancora nei fast food, sono tutt’altro che naturali.

Le lavorazioni che subiscono e gli additivi chimici di cui sono pieni li alterano irrimediabilmente, appesantendoli di sostanze che non dovrebbero assolutamente venire in contatto con il nostro apparato digerente. Per questo, la dieta Paleolitica propone di alimentarsi di quegli alimenti dei quali i nostri progenitori si sono nutriti, come cacciatori e raccoglitori, per migliaia e migliaia di anni: carni magre, frutta secca, frutta e verdura — evitando alcol, cereali, e derivati del latte, nonché ovviamente tutti i cibi confezionati.

È facile intuire che questa decisione alimentare possa avere delle ricadute positive sulla nostra salute: ma quali, esattamente? I propositori della dieta Paleolitica ne citano almeno cinque:

Perdita di peso: i cibi naturali, che non hanno subito processi industriali, sono molto più facili da digerire — e il corpo può assorbirli pressoché interamente. Per questo motivo, la dieta Paleolitica porta con grandissima facilità a una significativa perdita di peso, tanto più quanto peggiori erano le proprie abitudini alimentari prima di intraprenderla;

Riduzione del rischio di diabete: nella dieta Paleolitica non ci sono cibi trattati in maniera industriale, né cibi ad alto contenuto di grassi o di zuccheri. Tutto questo riduce a percentuali bassissime il rischio di sviluppare quello che è uno dei mali più legati alle scorrette abitudini alimentari, il diabete;

Rimozione delle tossine: i cibi confezionati sono necessariamente trattati con sostanze chimiche e ingredienti non naturali, per cui il nostro apparato digerente non è attrezzato. Eliminandoli, come propone la dieta Paleolitica, non soltanto si nota immediatamente un apprezzabile miglioramento della digestione, ma si arresta anche l’accumulo di scorie e tossine nel nostro organismo, soprattutto nell’intestino, nello stomaco e nei reni;

Benessere generale: moltissimi aderenti alla dieta Paleolitica dichiarano di sentirsi meglio in generale già dopo poco tempo, e di avere molte più energie, un maggior livello di produttività, e migliori capacità di concentrazione.

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Cosa si mangia nella dieta Paleo

Gli alimenti permessi sono quelli che ipoteticamente i nostri antenati cacciatori-raccoglitori potevano consumare:

SÌ:

  • Carne magra (di preferenza da animali allevati al pascolo)
  • Pesce e frutti di mare
  • Uova
  • Verdure di tutti i tipi (escluse alcune solanacee secondo varianti più strette)
  • Frutta fresca
  • Frutta secca a guscio (mandorle, noci, nocciole, anacardi)
  • Semi (lino, chia, zucca, girasole)
  • Oli “buoni” (extravergine, cocco, avocado)
  • Erbe aromatiche e spezie
  • Tuberi (patate dolci, manioca, secondo le varianti)

NO:

  • Cereali (grano, riso, mais, orzo, avena)
  • Legumi (fagioli, lenticchie, ceci, soia)
  • Latticini di qualunque tipo
  • Zuccheri raffinati
  • Oli di semi raffinati
  • Cibi industriali e ultra-processati
  • Alcol
  • Conservanti e additivi

Le critiche scientifiche

La dieta Paleo ha ricevuto numerose critiche da nutrizionisti e ricercatori:

1. La narrazione storica è semplificata
Gli esseri umani del Paleolitico mangiavano in modo molto vario a seconda della latitudine, della stagione, della disponibilità. Non esisteva una “dieta paleo” universale.

2. Esclusione di alimenti scientificamente sani
Cereali integrali e legumi sono associati a riduzioni del rischio cardiovascolare in tutti gli studi epidemiologici. Eliminarli del tutto è una scelta debole.

3. Possibili carenze
L’esclusione totale dei latticini può causare deficit di calcio. L’esclusione dei cereali integrali riduce le fibre. La concentrazione su carni può aumentare grassi saturi.

4. Sostenibilità ambientale
Una dieta basata principalmente su carne è poco sostenibile dal punto di vista ambientale e impatta sul cambiamento climatico.

5. Costi elevati
Carne grass-fed, pesce di qualità, frutta secca biologica costano molto. Non è una dieta accessibile per tutti.

Cosa funziona davvero

Pur con le sue criticità, la dieta Paleo ha alcuni meriti reali:

  • Eliminazione di cibi industriali ultra-processati: universalmente positiva
  • Aumento del consumo di vegetali
  • Riduzione di zuccheri raffinati
  • Maggiore attenzione alla qualità degli alimenti
  • Effetto saziante delle proteine animali e dei grassi sani

Molte persone perdono peso non per la “magia paleo” ma per l’eliminazione di cibi industriali e zuccheri.

Esempio di giornata Paleo

Colazione — 2-3 uova strapazzate con spinaci, una porzione di frutti di bosco, un caffè senza zucchero. (~350 kcal)

Spuntino — Una mela e una manciata di mandorle. (~200 kcal)

Pranzo — 200 g di petto di pollo grigliato, insalata mista (cetriolo, pomodoro, avocado, lattuga), olio extravergine, succo di limone. (~500 kcal)

Spuntino — Carote crude e bastoncini di sedano con guacamole. (~150 kcal)

Cena — 200 g di salmone al forno, broccoli e cavolfiore al vapore, patata dolce arrosto. (~600 kcal)

Apporto totale: ~1800 kcal, alto in proteine, moderato in grassi sani, basso in carboidrati raffinati.

Per chi è adatta

La Paleo può funzionare per:

  • Chi vuole eliminare cibi processati con uno schema rigido e chiaro
  • Persone intolleranti al glutine, lattosio o legumi (per i quali i cereali sono problematici)
  • Chi vuole sperimentare un cambiamento radicale per 1-3 mesi
  • Chi è in sovrappeso e vuole perdere peso rapidamente

È meno adatta per:

  • Vegetariani e vegani (diventa molto restrittiva)
  • Atleti di endurance (i carboidrati sono importanti per le performance)
  • Donne in gravidanza o allattamento
  • Persone con tendenza ai disturbi alimentari
  • Chi non può permettersi alimenti “premium”

Domande frequenti

Quanto si dimagrisce con la Paleo?
Mediamente 0,5-1 kg a settimana. Nel primo mese si perdono spesso 3-5 kg per via dell’eliminazione di carboidrati raffinati e ritenzione idrica.

I cereali integrali sono davvero da escludere?
La scienza nutrizionale moderna li considera benefici per la salute. Eliminarli è una scelta opinabile, basata su un’interpretazione storica più che su evidenze.

Si può fare sport in Paleo?
Sì, ma per sport di endurance serve una variante più ricca di carboidrati (Paleo “atletica” che include più frutta e tuberi).

La Paleo è chetogenica?
No. La Paleo non limita i carboidrati a livelli da chetosi. Frutta, verdure ricche di amido e tuberi forniscono carboidrati. La keto e la Paleo sono diete diverse.

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Fonti scientifiche e approfondimenti