Secondo la tradizione, il pesco è originario della Cina, ma già i Romani lo coltivavano, come testimoniano, tra l’altro, gli affreschi di Pompei. La coltivazione italiana moderna ha le sue zone di eccellenza in Emilia-Romagna, Campania e Veneto, con varietà bianche, gialle, nettarine e percoche disponibili da maggio a settembre.
Che cosa contiene?
La pesca è ricca di zucchero (idrati di carbonio), vitamine A, B e C e di sali minerali tra cui potassio, fosforo, sodio, calcio, magnesio e ferro.
In dettaglio nutrizionale, 100 g di pesca apportano solo 27 kcal, 6,1 g di carboidrati (di cui 5,9 g di zuccheri naturali), 1,6 g di fibre, 0,8 g di proteine. Contiene betacarotene (precursore della vitamina A, soprattutto nelle pesche gialle), vitamina C (4-7 mg), niacina e luteina. Le pesche bianche hanno un profilo di vitamina C leggermente superiore, le gialle sono più ricche di carotenoidi.
Quali proprietà ha?
È diuretica e quindi indicata per chi soffre di dolori renali, leggermente lassativa, stimola l’attività gastrica e favorisce la digestione. Gli elementi utili e soprattutto le vitamine sono localizzati nella polpa, vicino alla buccia: conviene dunque mangiare le pesche con la buccia, ovviamente dopo averla ben lavata ed essersi accertati che si tratti di frutti non troppo trattati chimicamente.
PESCA Per la salute
Con i fiori di pesco si preparano infusi e sciroppi che esercitano una blanda azione lassativa e calmante e sono quindi adatti ai bambini. Per l’infuso: lasciare per alcuni minuti nell’acqua bollente un cucchiaino di fiori freschi, addolcire con miele e bere la sera prima di coricarsi. Questo infuso è utile nei casi di tosse ostinata o pertosse. Per lo sciroppo: far macerare in un litro d’acqua fredda 100 grammi di fiori freschi o 40 grammi di fiori secchi. Dopo circa 30 minuti di cottura a fuoco lento, filtrare il composto e rimetterlo al fuoco aggiungendo un peso uguale di zucchero e far bollire molto adagio fino a che il liquido non si condensa. Bere al mattino a digiuno o alla sera dopo la cena.
Pesca e dimagrimento
A 27 kcal per 100 g, la pesca è uno dei frutti più “amici” della dieta. Una pesca media (150 g) sta sotto le 45 kcal, e la sua dolcezza naturale soddisfa la voglia di dolce in modo molto efficace.
Tre punti a favore in dieta:
- Effetto saziante: alto contenuto d’acqua (87%) e fibre, riempie senza appesantire
- Indice glicemico moderato: 42, compatibile con la maggior parte delle diete
- Versatile in cucina: cruda, in macedonia, grigliata, in smoothie
Idee pratiche:
- Pesca grigliata con un velo di yogurt greco e cannella (90 kcal, dessert estivo)
- Insalata di rucola, pesca, mozzarella di bufala (250 kcal, pasto leggero)
- Smoothie pesca-yogurt (150 kcal, colazione veloce)
- Pesche al naturale con un filo di succo di limone (40 kcal a porzione)
Le varietà italiane
In Italia si coltivano oltre 200 varietà di pesca. Le principali categorie:
Pesche gialle — la categoria più diffusa. Sapore equilibrato dolce-acidulo, polpa soda. Ottime sia da consumo fresco che per lavorazione (sciroppi, marmellate).
Pesche bianche — polpa più tenera e succosa, sapore più delicato e dolce. Più ricche di vitamina C ma meno conservabili.
Nettarine (pesche noci) — varietà a buccia liscia, ottenuta da mutazione naturale. Sapore intenso, polpa soda. Disponibili sia gialle che bianche.
Percoche — varietà a polpa gialla compatta, particolarmente adatte alla cottura e alla conservazione. Sono quelle usate per le pesche sciroppate.
Pesche di Verona IGP — varietà a polpa gialla, dolce ed equilibrata, tipica del Veronese.
Pesche di Romagna IGP — categoria che raggruppa varietà gialle, bianche e nettarine prodotte secondo disciplinare nei territori storici.
Pesca tabacchiera (saturnia) — varietà piatta, polpa bianca dolcissima, sapore intenso.
Conservazione e stagionalità
Le pesche sono frutti delicati. Per scegliere quelle migliori al supermercato:
- Sentire l’aroma: una pesca matura profuma. Se non profuma, non maturerà mai bene
- Premere leggermente: deve cedere lievemente, non essere dura come un sasso
- Verificare l’assenza di ammaccature scure
Le pesche acerbe vanno fatte maturare a temperatura ambiente, mai in frigo (il freddo blocca la maturazione e rende la polpa farinosa). Una volta mature si conservano 1-2 giorni a temperatura ambiente, 3-4 giorni in frigo.
Per la conservazione lunga: congelarle a fette spruzzate con succo di limone (impedisce l’ossidazione), oppure preparare composte e marmellate.
PESCA In cucina
Pesche agli amaretti (dosi per sei persone) — Dividere sei pesche in due parti, senza sbucciarle. Scavare un poco di polpa dall’interno, schiacciarla e aggiungervi la polpa di un’altra pesca sbucciata, zucchero a piacimento, 20 grammi di burro, 5 amaretti frantumati e un rosso d’uovo. Riempire con questo composto le pesche. Ungere una teglia, disporvi le pesche una vicina all’altra e cuocere in forno a fuoco moderato per circa un’ora. Servirle calde o fredde.
Versione alleggerita: ridurre lo zucchero e il burro a metà, eliminare il rosso d’uovo, sostituire con 50 g di yogurt greco. Si scende da 280 a 180 kcal a porzione.
Allergie alle pesche
La pesca è uno degli alimenti più frequentemente associati ad allergie (sindrome orale allergica), in particolare per chi è allergico ai pollini di betulla o graminacee. I sintomi tipici: prurito al palato, gonfiore alle labbra, raramente reazioni più serie. La buccia contiene proteine LTP che possono causare reazioni più sistemiche in soggetti predisposti.
Chi ha sintomi alla pesca cruda spesso tollera bene quella cotta (la cottura denatura le proteine allergeniche). Pesche sciroppate, marmellate e composte sono in genere tollerate anche da chi ha allergia agli alimenti freschi.
Domande frequenti
Le pesche fanno ingrassare?
No. A 27 kcal per 100 g sono uno dei frutti meno calorici. Una pesca media è 40-50 kcal.
Le pesche sciroppate sono dietetiche?
Quelle classiche assorbono molto zucchero e raddoppiano le calorie. Esistono versioni “in succo di frutta” o “senza zuccheri aggiunti” che restano accettabili in dieta.
Le pesche sono adatte ai diabetici?
Sì, in porzioni moderate (1 pesca al giorno). IG di 42 è compatibile con il controllo glicemico.
Si possono mangiare pesche in gravidanza?
Sì, ben lavate. Sono un’ottima fonte di vitamina C, folati, fibre, importanti durante la gestazione.
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