Dieta con l’Albicocca

L'albicocca è di origine cinese, ma fu presto “adottata” dai Romani che ne promossero la coltivazione su larga scala in tutto il bacino mediterraneo. Oggi l'Italia è uno dei principali produttori europei, con coltivazioni concentrate soprattutto in Emilia-Romagna, Campania, Basilicata e Piemonte. La stagione produttiva è breve — da metà giugno ad agosto — ma proprio per questo l'albicocca rappresenta uno dei sapori più attesi dell'estate.

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Che cosa contiene?

È un frutto nutriente, particolarmente ricco di vitamine del gruppo B, di zucchero, di potassio e di carotene, sostanza utile all'organismo per la formazione della vitamina A.

Nel dettaglio, 100 g di albicocca fresca apportano circa 28 kcal, 6,8 g di carboidrati (di cui 5 g di zuccheri naturali), 1,4 g di fibre, 0,9 g di proteine e quasi nessun grasso. Il contenuto di potassio è notevole (260 mg), come anche quello di betacarotene (1,6 mg). Le albicocche secche hanno una concentrazione molto più alta di nutrienti ma anche di calorie: 240 kcal per 100 g, con 53 g di zuccheri, 1100 mg di potassio e 6,3 g di fibre.

Quali proprietà ha?

Per la sua composizione, è un alimento che fornisce energia, contribuisce all'equilibrio del sistema nervoso, accresce la vita delle cellule. È consigliata per chi soffre di depressioni e stati ansiosi, ed è efficace contro l'anemia. L'olio contenuto nel suo seme ha proprietà simili a quelle dell'olio di mandorle (lassativo ed emolliente).

I carotenoidi (betacarotene, licopene, luteina) sono i suoi tratti distintivi: precursori della vitamina A, supportano la salute della vista, della pelle e del sistema immunitario. La vitamina C presente, anche se in quantità moderate (10 mg per 100 g), favorisce l'assorbimento del ferro vegetale nei pasti, motivo per cui un'albicocca a fine pasto è una buona abitudine per chi ha tendenza all'anemia.

Fresca o secca?

Se consumata fresca è un buon rimedio contro la diarrea; secca, al contrario, combatte la stitichezza perché risulta ricca di cellulosa. Lasciata seccare naturalmente al sole, conserva inalterate le sue proprietà per molto tempo, favorendone quindi il consumo anche a distanza di mesi.

Una raccomandazione importante per le albicocche secche: privilegiare quelle scure e raggrinzite, essiccate naturalmente al sole o ad aria forzata. Le albicocche secche di colore arancio brillante e turgide sono trattate con anidride solforosa (E220), un conservante che permette di mantenere il colore vivace ma può creare problemi a chi soffre di asma o sensibilità ai solfiti. In etichetta sono comunque dichiarate.

L'albicocca in cucina

Granita di albicocche (dosi per sei persone)
Bollire in una casseruola 250 grammi d'acqua e 250 grammi di zucchero. Aggiungere allo sciroppo 500 grammi di albicocche tagliate a pezzetti e cuocere a fuoco moderato per circa 30 minuti. Raffreddare il composto, passarlo e aggiungere un pizzico di vaniglina e il succo di un limone. Versare in una vaschetta e mettere in freezer per circa due ore, mescolando ogni tanto. Distribuire la granita nelle coppe e servire.

Per chi vuole una versione più leggera, si può ridurre lo zucchero a 100 grammi sostituendo il resto con un cucchiaio di miele e aumentando la proporzione di frutta. Il sapore resta intenso e le calorie scendono significativamente.

Albicocche e dimagrimento

Le albicocche fresche sono un'ottima scelta per chi vuole perdere peso. A 28 kcal per 100 g e con un buon contenuto di acqua e fibre, danno sazietà a costo calorico molto basso. Tre mosse pratiche:

  • Come spuntino: 2–3 albicocche fresche (circa 100–120 g totali) coprono la voglia di dolce a metà pomeriggio con appena 30 kcal.
  • A colazione: tagliate a pezzetti su yogurt naturale e fiocchi d'avena, sostituiscono perfettamente le confetture industriali ricche di zuccheri aggiunti.
  • Nelle insalate estive: abbinate a rucola, mozzarella di bufala leggera e un filo d'olio creano un piatto unico fresco da 350–400 kcal.

Le albicocche secche vanno usate con maggiore parsimonia: 3 pezzi (circa 30 g) apportano 70 kcal e quasi 16 g di zuccheri concentrati. Sono utili come energia rapida prima dell'attività fisica o come spuntino post-allenamento, ma non come merenda quotidiana in dieta dimagrante.

Varietà italiane principali

In Italia esistono decine di varietà locali. Tra le più diffuse al mercato:

  • Vesuviana e Pellecchiella — campane, polpa morbida e dolcezza intensa, ideali da consumare fresche.
  • Reale di Imola — emiliana, frutto medio-grande, ottima per marmellate e conserve.
  • Tonda di Tonengo — piemontese, profumo molto deciso, presidio Slow Food.
  • Cafona — campana, polpa farinosa, buona per essiccazione.

L'acquisto a chilometro corto e di stagione garantisce frutti maturati in pianta, molto più ricchi di sapore e di vitamine rispetto a quelli raccolti acerbi e maturati durante il trasporto.

Domande frequenti

Quante albicocche al giorno si possono mangiare in dieta?

3–5 albicocche fresche al giorno (150–200 g) sono compatibili con un piano dimagrante. Le secche si limitano a 2–3 pezzi.

Le albicocche fanno bene alla pelle?

Sì, soprattutto grazie ai carotenoidi che proteggono dai raggi UV e supportano l'idratazione cutanea. Un consumo regolare in estate ha un effetto fotoprotettivo modesto ma reale.

I noccioli di albicocca sono commestibili?

Contengono amigdalina, una sostanza che nell'organismo può liberare cianuro. Le quantità sono basse, ma in alcuni casi sono stati riportati avvelenamenti per consumi importanti. Meglio non consumarli, soprattutto i bambini.

Marmellata di albicocche o frutta fresca in dieta?

Sempre frutta fresca quando possibile. La marmellata, anche quella “senza zuccheri aggiunti”, concentra zuccheri della frutta a 35–60 g per 100 g rispetto ai 5 g del frutto fresco.

Quando è la stagione delle albicocche italiane?

Da metà giugno a fine agosto, con punta produttiva a luglio. Fuori stagione le albicocche al supermercato vengono dal Sud America o dal Nord Africa: sapore meno intenso e impatto ambientale maggiore.

Si possono congelare le albicocche?

Sì. Lavate, denocciolate e tagliate a metà, si conservano in freezer fino a 8 mesi. Ottime poi per smoothie, marmellate fatte in casa o composte invernali.

L'albicocca alza la glicemia?

Ha un indice glicemico medio (34) e carico glicemico basso. Una porzione di 2–3 albicocche fresche è adatta anche a chi controlla la glicemia, mentre con quelle secche è meglio limitarsi a 2 pezzi per evitare picchi rapidi di zucchero nel sangue.
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Fonti scientifiche e approfondimenti