Maqui. Il frutto più antiossidante del mondo

Il maqui (si pronuncia “machi”) è una bacca prodotta da un arbusto che cresce sulla remota isola di Robinson Crusoe, sperduta nell’oceano al largo delle coste del Cile. Il nome “Maqui” risale ai Mapuche, un’etnia indigena amerinda che abitava da sempre quest’area e che faceva largo uso di questo frutto, a cui già riconosceva le valenze officinali. Negli ultimi anni la bacca è entrata a far parte della categoria dei “superfood”: piccoli frutti densi di antiossidanti, presentati come alleati della longevità e del benessere.

Il maqui è definito il “Super Berry”: la scienza, che ha tradotto in termini riscontrabili la saggezza popolare dei Mapuche, ha dimostrato che la sua polpa è un concentrato di polifenoli antiossidanti, di antociani e tra questi le delfinidine. Secondo il test ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity), una metodica per la misura dell’azione antiossidante degli alimenti, il maqui esprime l’indice più elevato tra tutti i frutti analizzati (mirtillo, açaí, goji…).

La rarità e l’eccellenza del maqui derivano anche dal fatto che una pianta adulta produce appena dieci chilogrammi di frutto ogni sette anni. Inoltre non è prevista alcuna produzione industriale e non esistono coltivazioni dedicate. La raccolta si effettua esclusivamente in ambiente originario nella foresta e viene svolta rigorosamente a mano.

La “vendemmia”, pertanto, è un processo lungo, faticoso e paziente che rende il maqui molto raro e prezioso, caratteristiche che vengono esaltate dagli elementi che la bacca contiene e che sono in grado di:

  • esplicare una potente azione antiossidante agendo in maniera preventiva sulle degenerazioni legate all’invecchiamento e aiutando le cellule ad adattarsi a tutti gli stress quotidiani
  • fungere da antinfiammatori attivando il sistema di difesa delle cellule
  • aiutare le cellule a conseguire uno stato energetico ottimale aumentando il potenziale di energia a loro disposizione
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Il valore ORAC e cosa significa davvero

Il test ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) misura in laboratorio la capacità di un alimento di neutralizzare i radicali liberi. I valori si esprimono in micromoli di equivalenti Trolox per 100 g. Per dare un’idea di scala:

  • Maqui in polvere: 27.000-30.000 unità ORAC per 100 g
  • Açaí: 15.000
  • Cioccolato fondente 70%: 10.000
  • Mirtilli: 6.500
  • Spinaci crudi: 1.500
  • Mela rossa: 4.000

Va detto però che il valore ORAC misurato in laboratorio non si traduce automaticamente in un effetto antiossidante uguale nel corpo umano. La biodisponibilità (cioè quanto del composto viene effettivamente assorbito e utilizzato) è molto variabile, e gli antiossidanti efficaci provengono in larga parte da una varietà di alimenti, non da una singola “bomba di ORAC”.

L’USDA stesso ha rimosso il database ORAC dal proprio sito ufficiale nel 2012 perché era stato ampiamente strumentalizzato dal marketing alimentare. Gli antiossidanti restano importanti per la salute, ma il messaggio scientifico moderno è “varietà di frutta e verdura colorata”, non “trovare il superfood con il valore ORAC più alto”.

Maqui sul mercato italiano

In Italia il maqui si trova in tre forme principali:

Polvere di maqui — la forma più comune, ottenuta liofilizzando i frutti. Si aggiunge a smoothie, yogurt, fiocchi d’avena. Costa 30-60 € per 100-200 g, a seconda della qualità e della certificazione biologica.

Capsule e integratori — estratti standardizzati, dosaggi tipici tra 500 mg e 1 g al giorno. Costo medio 25-50 € per confezione mensile.

Succo di maqui — meno diffuso, sia per il costo sia perché perde parte dei polifenoli durante la pastorizzazione necessaria per la conservazione.

Il prezzo elevato è giustificato dalla rarità del frutto e dall’assenza di coltivazione industriale. Va però messo in prospettiva: gli stessi benefici antiossidanti si possono ottenere con un consumo regolare di mirtilli, more, lamponi, melagrana, verdure colorate, a costi molto inferiori.

I “superfood”: cosa sono davvero

Il termine “superfood” è una invenzione del marketing, non una categoria scientifica. Indica genericamente alimenti con elevata densità di nutrienti specifici, ma non implica proprietà miracolose. La verità è che molti dei “superfood” più celebrati (goji, açaí, maqui, baobab, moringa) hanno proprietà nutrizionali interessanti ma non superiori a frutta e verdura della tradizione mediterranea.

Mirtilli locali, melagrana, broccoli, spinaci, agrumi, frutta secca, olio extravergine di oliva, noci e mandorle hanno profili antiossidanti e nutrizionali altrettanto eccellenti, costano molto meno e sono parte di filiere più sostenibili. Per chi vuole massimizzare l’apporto di antiossidanti, la strategia migliore è la varietà: 5-7 porzioni di frutta e verdura colorate al giorno, alternando i colori (rosso = licopene, blu/viola = antociani, arancione = carotenoidi, verde = clorofilla e luteina).

Il maqui può essere un complemento occasionale per chi ne apprezza il sapore o cerca varietà, ma non è una scelta indispensabile né la più economica per migliorare la propria salute.

Maqui e dimagrimento

Alcuni studi preliminari hanno suggerito che gli antociani del maqui possano migliorare il metabolismo del glucosio e ridurre l’accumulo di grasso. Si tratta però di studi su modelli animali o di piccole dimensioni sull’uomo, e i risultati non sono al momento sufficienti per considerare il maqui un dimagrante. La sua eventuale utilità in dieta sta nell’apporto antiossidante e nel migliorare il profilo nutrizionale di pasti già equilibrati.

Come usarlo in pratica

Se si decide di provare il maqui, l’uso più semplice è un cucchiaino di polvere (3-5 g) aggiunto a:

  • Smoothie del mattino con banana, latte vegetale e fiocchi d’avena
  • Yogurt naturale con frutta fresca e granola
  • Porridge di avena con frutta secca
  • Acqua o spremute, anche se il sapore acidulo si sente

Va usato a freddo o tiepido: la cottura prolungata distrugge gran parte dei polifenoli sensibili al calore.

Domande frequenti

Il maqui fa davvero dimagrire?
Non ci sono evidenze solide a supporto. Può rientrare in una dieta sana come fonte di antiossidanti, ma non è un dimagrante.

Quanto maqui al giorno si può consumare?
La dose tipica è 1-2 cucchiaini al giorno (3-6 g di polvere). Più non è necessariamente meglio.

Il maqui ha controindicazioni?
Generalmente è ben tollerato. In gravidanza, allattamento e in chi assume farmaci anticoagulanti è prudente confrontarsi con il medico.

I mirtilli italiani fanno gli stessi effetti?
Hanno valori ORAC più bassi ma profili antiossidanti completi e ben studiati, costo molto inferiore e impatto ambientale ridotto. Per la maggior parte delle persone sono una scelta più sensata.


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Fonti scientifiche e approfondimenti