La pianta del melograno è originaria dell’Africa settentrionale e del Mediterraneo. Dal suo frutto, dai chicchi colore rosso rubino, si ottiene, mediante spremitura, un succo ricco di: sostanze antiossidanti, composti fenolici, vitamina C, vitamina D e potassio. Coltivato in Italia da millenni, il melograno è simbolo di abbondanza e salute, presente nelle tradizioni mediterranee dall’antichità. Oggi è uno dei “superfrutti” più studiati dalla nutrizione moderna.
Nella melagrana sono infatti presenti sostanze polifenoliche, soprattutto acido ellagico, che svolgono un’azione preventiva contro l’insorgenza di affezioni vascolari. I polifenoli sono sostanze antiossidanti contenute in diversi alimenti che, se consumati regolarmente, aiutano a proteggere le degenerazioni dell’apparato vascolare, provocate dalle ossidazioni principale causa dei radicali liberi.
La melagrana esercita anche un’attività gastro-protettiva; nei semi del frutto sono presenti alcuni fitoestrogeni, oltre ad acido oleico e linoleico, indispensabili acidi grassi essenziali.
L’assunzione della melagrana è consigliata per prevenire l’arteriosclerosi e l’ipertensione, perché aiuta a ridurre il colesterolo; in più aiuta a diminuire l’assorbimento degli zuccheri, divenendo anche utile per la prevenzione del diabete mellito.
Alcuni studi hanno dimostrato che il consumo di un preparato a base di melagrana per un anno intero ha ridotto del 21% la pressione sanguigna delle persone prese a campione. L’indurimento delle arterie si è ridotto invece fino al 30%; è stata inoltre rilevata una migliore irrorazione sanguigna del muscolo cardiaco e una riduzione del 50% del numero di attacchi di angina pectoris. Ulteriori ricerche effettuate negli USA hanno infine dato risultati positivi per quanto riguarda la capacità del frutto di bloccare le cellule tumorali.
La melagrana può essere consumata sotto forma di succo; non potendo disporre sempre del frutto fresco, è possibile reperirlo sotto forma di integratore.
Profilo nutrizionale e calorie
Sul piano nutrizionale, 100 g di chicchi di melagrana apportano circa 83 kcal, 19 g di carboidrati (di cui 14 g di zuccheri naturali), 4 g di fibre, 1,7 g di proteine, 1,2 g di grassi. Notevole il contenuto di vitamina C (10 mg), vitamina K (16 mcg), folati (38 mcg) e potassio (236 mg). I polifenoli, in particolare le punicalagine e l’acido ellagico, sono i veri tratti distintivi del frutto: ne contiene tre volte più del tè verde e del vino rosso.
Una melagrana media (250-300 g di chicchi) apporta circa 230-250 kcal: non è un frutto “leggerissimo” ma neppure calorico. Una porzione classica è mezzo frutto al giorno, da abbinare a yogurt, insalate o consumare a fine pasto.
Melagrana e dimagrimento
Per chi vuole perdere peso la melagrana ha tre punti a favore:
- Polifenoli antiadipogenici: studi su modelli animali e prime ricerche sull’uomo suggeriscono che i polifenoli del melograno riducono l’accumulo di grasso addominale e migliorano il metabolismo glucidico.
- Effetto saziante: i 4 g di fibre per 100 g di chicchi rallentano la digestione e prolungano il senso di pienezza.
- IG basso: pur essendo dolce, ha un indice glicemico moderato (35) grazie alla matrice di fibre e polifenoli.
Va detto chiaramente: la melagrana non è un brucia-grassi né un dimagrante per magia. Il suo posto è in una dieta complessivamente sana, dove sostituisce snack zuccherati e fornisce micronutrienti di valore.
Come consumarla
Il modo più sano è il frutto fresco intero: i chicchi croccanti sgranati a fine pasto o aggiunti a insalate, yogurt, fiocchi di avena. L’estrazione dei chicchi è la parte fastidiosa: il trucco è tagliare il frutto a metà, capovolgere su una ciotola e battere la buccia con un cucchiaio di legno — i chicchi cadono da soli.
Il succo di melagrana, anche quello “100% naturale” del supermercato, ha qualche limite: la pastorizzazione riduce parte dei polifenoli più sensibili e concentra gli zuccheri (un bicchiere di succo equivale spesso a 2-3 melagrane intere senza la fibra). Da preferire la versione fresca, da bere subito dopo la spremitura.
Esistono anche estratti standardizzati di melagrana in capsule, usati negli studi clinici. Possono avere senso per chi non riesce a consumarne regolarmente, ma vanno scelti da marche affidabili che dichiarano il contenuto di punicalagine e acido ellagico.
Idee in cucina
Insalata di melagrana e finocchi — finocchi tagliati sottili, chicchi di melagrana, una manciata di noci, succo di limone, olio extravergine, un pizzico di sale. Piatto autunnale fresco e antiossidante da 200 kcal.
Yogurt greco con melagrana e miele — colazione o spuntino da 250 kcal, alto in proteine, ricco di antiossidanti.
Petto di pollo con salsa di melagrana — il classico delle cucine mediorientali. Petto di pollo grigliato, salsa fatta con succo di melagrana ridotto + un cucchiaio di miele.
Couscous con verdure e melagrana — couscous integrale, ceci, zucchine, peperoni, una manciata di chicchi di melagrana, prezzemolo, limone, olio extravergine.
Stagionalità e conservazione
La stagione delle melagrane italiane va da ottobre a dicembre. Si trovano principalmente in Sicilia, Puglia e Sardegna, con varietà come “Wonderful” (la più diffusa, frutti grandi e dolci) e “Dente di Cavallo” (autoctona italiana, polpa intensamente colorata).
Il frutto intero si conserva in un luogo fresco e asciutto per 2-3 settimane, in frigorifero anche un mese. I chicchi estratti durano 4-5 giorni in frigo in un contenitore ermetico, oppure si possono congelare per averli disponibili tutto l’anno.
Domande frequenti
Quante melagrane si possono mangiare al giorno?
Il succo di melagrana fa dimagrire?
La melagrana interagisce con i farmaci?
Si possono mangiare i semi della melagrana?
La melagrana è adatta ai diabetici?
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